La storia dei #BTP ventennali e l’illusione della cedola al 5%

Leggere questo articolo dell’amico Andrea per capire il funzionamento dei Titoli di Stato per non cadere in una distorsione cognitiva dei rendimenti, magari pensando di guadagnare bene quando invece il rendimento è misero.

SPAZIO FUTURO

C’era una volta Mario, un risparmiatore italiano, che aveva l’abitudine di andare in Banca e sottoscrivere Titoli di Stato. Prima ancora Mario andava alla Posta e sottoscriveva Buoni Postali ma poi, rendendosi conto che i nuovi Buoni non rendevano più come quelli di una volta, ha preferito dirottare i propri risparmi sull’altro investimento.

Dicevo c’era una volta anche se in realtà c’è ancora ma Mario, con i rendimenti al minimo storico, comincia a porsi delle serie domande.

Nel mentre che si domanda cosa fare in alternativa, cosa alquanto complicata rispetto alle sue abitudini, si mantiene i Buoni Trentennali postali ormai prossimi alla scadenza per apprezzarne la rivalutazionee i BTP precedentemente sottoscritti per gustarsi cedole ad oggi non replicabili.

Se però è vero che il buono postale genera comunque il rendimento di rivalutazione indicato sul retro fino al 30simo anno (facendo attenzione alla verifica del calcolo quando si…

View original post 600 altre parole

Annunci

Debito Pubblico, #Draghi ci aiuta in attesa dell’Inflazione!

SPAZIO FUTURO

DEBITO PUBBLICO = Problema dell’Italia. Ma siamo certi che la soluzione sia diminuirlo? E’ ovvio che se fosse più basso, se non ci fosse proprio saremmo in una situazione decisamente migliore.

Dobbiamo però ragionare sulla situazione attuale. Pure foste chiamati voi a trovare delle soluzioni non potreste fare a meno di guardare prima alla situazione attuale valutando sia i fattori oggettivi sia il contesto in cui ci troviamo in questo momento.

FATTORI OGGETTIVI
– Il valore complessivo del nostro debito supera i 2mila Miliardi di Euro.
– Il Pil invece è di poco sopra 1,5 Miliardi di Euro.
– Gli interessi sul Debito superano il Surplus di Bilancio portando quindi in negativo il saldo di fine anno costringendoci a manovre correttive.
– La disoccupazione è ai massimi e questo comporta una diminuzione dei consumi e conseguentemente minor gettito fiscale a sostegno della Spesa Pubblica.

Basandoci solo su…

View original post 648 altre parole

Quali sono i rischi di una banca commissariata?

Le banche commissariate, dette anche in amministrazione straordinaria, si trovano in questa condizione a causa di “gravi irregolarità nell’amministrazione della banca, ovvero gravi violazioni delle disposizioni legislative, amministrative o statutarie che regolano l’attività della banca“, oppure quando ci sono “gravi perdite del patrimonio“. I commissari nominati da Banca d’Italia hanno il compito di sanare la posizione deficitaria nell’interesse di depositanti e risparmiatori, come riportato dalla procedura di gestione delle crisi bancarie del TUB (Testo Unico Bancario).

Continua a leggere

ARGENTINA, GRECIA, CIPRO… Come tutelare i propri risparmi?

SPAZIO FUTURO

L’Argentina si avvia, o meglio sarebbe dire è già arrivata, ad un secondo Fallimento finanziario dopo appena 13 anni dal primo.

L’impatto, cosi come tutte le cose già successe, sarà decisamente inferiore sui mercati finanziari perché prevalentemente andrà a colpire gli argentini stessi e coloro che già si erano visti rifinanziare il debito del precedente fallimento.

La cosa più importante è che riporta nuovamente d’attualità il tema della SICUREZZA dei nostri risparmi.

Non mancano infatti nostri connazionali che, per cercar fortuna e rendimenti, si ritrovano nuovamente a far i conti con perdite in conto capitale.

E noi? I dati economico-finanziari dell’Italia già non fanno dormire notti tranquillissime e se si creasse nuovamente un clima di sfiducia la situazione potrebbe peggiorare.

Non si può purtroppo escludere che un domani possa anche a noi servire di far qualcosa per far quadrare i conti. Vediamo un attimo cosa è accaduto…

View original post 751 altre parole

Pubblicità LowCost! Come sfruttare le ADS di FB risparmiando.

Come utilizzare la pubblicità in Facebook: consigli utili.

SPAZIO FUTURO

Questo post è nato dalla mia diretta esperienza nell’utilizzo frequente delle ADS di Facebook. Sono ormai due anni e, nonostante tutte le modifiche intercorse, attualmente ancora vi è la possibilità di sfruttarle, senza spendere troppo, per farsi una buona pubblicità.

Tutto questo perché, come si sa, la pubblicità è l’anima del commercio. Sfruttare al meglio una campagna pubblicitaria può essere di vitale importanza per un’azienda.

Di base le pubblicità debbono comunque essere ben fatte e devono penetrare nelle persone destinatarie del messaggio. Non a caso, per evitare di sbagliare, quasi tutte le grandi Aziende si affidano a società specializzate per confezionare slogan e messaggi vincenti.

Questo tipo di attività è ben pagata e quindi la voce di spesa è particolarmente rilevante. E’ poi fondamentale la distribuzione della pubblicità per far si che alla fine questa spesa si riveli un investimento, ossia che porti a guadagni, anziché un mero costo.

View original post 841 altre parole

Cos’è successo ai fondi obbligazionari?

La maggior parte dei fondi obbligazionari delle diverse case di investimento internazionali, da Maggio 2013 ad oggi, hanno subito una sensibile diminuzione del valore delle quote.

Facciamo un passo per volta

Innanzitutto partiamo dal capire cosa sono i fondi obbligazionari: i fondi obbligazionari investono prevalentemente in titoli di debito a medio-lungo termine (dai 2 ai 6 anni circa) emessi sia da Stati Sovrani sia da enti pubblici e da società private. Non possono, invece, acquistare titoli azionari.

In poche parole è un paniere di varie singole obbligazioni, solitamente diversificate geograficamente, per valuta, per durata, per settore di appartenenza dell’emittente ecc., le quali, salvo fallimento dell’emittente, rimborsano il capitale a scadenza. Continua a leggere

La ritenuta sui bonifici esteri

Dal 1° Gennaio 2014, gli istituti di credito italiani sono obbligati ad applicare una ritenuta alla fonte del 20% sui redditi da capitale e redditi diversi, derivanti da investimenti all’estero e da attività estere di natura finanziaria.

La notizia è passata inosservata ai più, pur essendo una norma importante e che coinvolge buona parte della clientela delle banche italiane. Continua a leggere

Rispondi al sondaggio: in base a cosa hai scelto la tua banca?

Puoi dare anche più risposte

 

Banking union: cos’è l’unione bancaria europea?

“L’unione bancaria europea ci cambierà la vita, molto di più dell’entrata in vigore dell’euro” (Mario Draghi)

 ECB shows disposition to reactivate bonds buying

Perché è così importante per l’Italia l’unione bancaria europea?

Provate a pensare all’Italia come una mamma e le banche italiane come tante figlie attaccate alla loro mamma tramite il cordone ombelicale: dipenderebbero totalmente dalla mamma, sia nella buona sia nella cattiva sorte. Ora portiamo quest’esempio alla situazione attuale del sistema bancario europeo ed italiano: l’Italia ha rating BBB di conseguenza la miglior banca italiana può avere al massimo BBB-. Ne discende che se la banca italiana ha bisogno di soldi, deve pagarli più dello stato riversando il maggior costo alle famiglie ed alle imprese, dipende cioè totalmente dallo stato italiano. Allo stesso modo le banche tedesche dipenderanno dalla Germania: infatti pagano il denaro meno delle cugine italiane generando così la diversa competitività delle aziende e diversa crescita del paese. Continua a leggere

Come è messa l’Italia?

L’ultimo default dell’Italia è del 3 settembre 1992 quando il presidente del Consiglio Amato annunciò in diretta televisiva la svalutazione della lira. Svalutare una moneta che si controlla in cui è espresso il proprio debito pubblico equivale a ristrutturare il debito verso i creditori esteri. Nel caso dell’Italia la svalutazione fu innescata dalla impossibilità di pagare gli interessi sul debito nel regime a cambi fissi del Sistema Monetario Europeo (SME). Ventuno anni dopo l’Italia ha ancora le mani legate, allora c’era lo SME, adesso l’Euro. L’Italia ha interessi sul debito pubblico, che ha raggiunto 2047 miliardi, sempre più alti. Nel solo mese di maggio con 32 miliardi di nuovo debito pubblico pagheremo circa 1,5 miliardi di euro in più di interessi annui. Continua a leggere